Eroi Magnifici Felici

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Eroi Magnifici Felici. Oggi voglio parlare di loro, di chi ho avuto l’onore di conoscere nel deserto, in particolare di questa persona, il mitico Beppe…detto anche l’ ARROTINO perchè ogni mattina all’alba prima di iniziare le nostre sfide in mezzo al Sahara urlava e svegliava tutti con BUONGIORNO E’ ARRIVATO L’ARROTINO ah ah ah. Molti mi hanno chiesto che cosa mi ha fatto fare questa “pazzia” ma soprattutto chi te lo ha fatto fare.  Amici miei vi invito a leggere le parole che ha scritto Beppe e vi rispondo che alla Marathon des Sables si ha l’onore di vivere ed essere felici con persone come lui che vogliono e realizzano miracoli…e forse anche questo è uno dei motivi che mi ha ispirato…ecco cosa scrive Beppe…

“Cari tutti stavolta vi scrivo…. Dalla giungla. Eh si, proprio la giungla! Quella vera ed impenetrabile. Quella di Mowgli e dell’orso Baloo. La giungla del Sud Sudan. Mi trovo da diversi giorni in un paese di poche migliaia di abitanti di nome Yambio. Se riuscite ad individuarlo sul mappamondo vedrete che si trova nella regione più meridionale del Sudan, vicino al confine con il Congo. Sono qui in qualità di chirurgo per lavorare fino a metà Novembre in un piccolo ospedale civile per conto di Medecins sans Frontieres (MSF).

Perché sono stato mandato qui? Perché da qualche mese c’è un progressivo aumento di pazienti con ferite da arma da fuoco, principalmente civili, causate dai guerriglieri di un gruppo chiamato Lord’s Resistance Army. Questa gentaglia, oltre ad uccidere e ferire gente inerme, saccheggia, violenta le donne e rapisce i bambini per reclutarli come soldati.  Per arrivare fino a Yambio sono dovuto passare per Nairobi e per una città del Sud Sudan chiamata Juba. Da lì con un piccolo aereo delle Nazioni Unite sono atterrato all’aereoporto di Yambio. Aereoporto…. beh,  una semplice pista in terra battuta di circa 500 metri con una piccola baracca in lamiera come torre di controllo. Molto pittoresco.

Appena arrivato a Yambio sono andato a fare un giro in ospedale per vedere un po’ come fosse. Ero insieme a Rodrigo, medico colombiano con alle spalle tanta esperienza di malattie tropicali soprattutto dei bambini. Abbiamo iniziato proprio dalla pediatria. Ed è stato subito un bel pugno nello stomaco. Un reparto pieno di bimbi con malaria grave e soprattutto tanta malnutrizione. Qui c’è un’alta percentuale di bambini malnutriti. Magrissimi e con la pancia enorme. Non so se vi è mai capitato di vedere delle foto di bambini in queste condizioni. Sono emaciati e con occhi grandi, bianchissimi, in contrasto con il colore della loro pelle nera. E ti guardano. O forse il loro sguardo ti attraversa e si perde nel vuoto. Questa sindrome è chiamata kwashiorkor. E’impressionante. Quei pochi che arrivano in ospedale sono in condizioni talmente disperate che non hanno neppure la forza di muovere i muscoli della bocca per masticare o bere. In certi casi  è necessario nutrirli con un tubicino che arriva direttamente nello stomaco. Iniziamo usando un siringone che inietta nel sondino gastrico una soluzione ipercalorica ed iperproteica. Poi, dopo diversi giorni, quando hanno ripreso un po’ le forze, iniziano a mangiare da soli. Ed è uno spettacolo strepitoso.

La maggior parte di loro che arriva qui riesce a farcela. Qualcuno no.  Anche per la malaria i bambini pagano un tributo molto alto di morte. E’ una malattia diffusa in tantissimi paesi tropicali ed ogni anno nel mondo si registrano milioni di vittime. Qui nel Sud Sudan c’è la forma di malaria più temibile: la falciparum. La malaria causa un’anemia incredibile. I piccoli pazienti che ricoveriamo spesso arrivano in ospedale con due o tre globuli rossi che fanno le corse nelle vene per mantenere in vita questi corpicini.> Per ora di chirurgia di guerra se ne fa poca, per fortuna. Qualche ferita da arma da fuoco agli arti inferiori ma niente di più. In questi ultimi 10 giorni la situazione è stata abbastanza calma. Questa notte ad esempio abbiamo sentito degli spari molto vicini alla nostra casa ma non sono stato chiamato per nessuna urgenza e in ospedale non ho trovato nessun nuovo ferito. Ma a quanto dicono le previsioni da parte delle varie organizzazioni umanitarie avremo un bel daffare nelle prossime settimane. Quindi al momento ci dedichiamo alla chirurgia “normale”, principalmente urgenze. Ma anche traumatologia e tanta, tanta ostetricia. Le condizioni dell’ospedale sono catastrofiche. In sala operatoria spesso devo operare senza luce perché l’energia elettrica va a singhiozzi. Non si possono fare radiografie né ecografie. Si fanno quindi le diagnosi “a naso”, basandosi principalmente sulla propria esperienza.

La nostra casa è a 5 minuti di macchina dall’aereoporto e a 10 dall’ospedale. Abbiamo un giardino con due alberi di mango bellissimi. Ognuno di noi dorme in un tukul che sarebbe un piccolo bungalow con il tetto di paglia. Per la prima volta in vita mia ho iniziato a guardare sotto il letto la sera prima di addormentarmi. Causa serpenti. Quelli veri. Mica vipere o biacchi o altro. Ieri un bel mamba è passato davanti alla porta del mio tukul. Sarà stato un metro e mezzo di lunghezza! Può uccidere un uomo in pochi minuti. E poi ancora topi, lucertoloni ed una moltitudine di insetti di varie dimensioni. Ogni sera mi addormento con animali di ogni tipo che zampettano sul tetto….. che sinfonia! Welcome to Africa!!  Il team MSF è davvero internazionale: Spagna, Italia, Turchia, Svezia, Colombia, Irlanda, Brasile e Giappone.

La lingua usata è l’inglese con qualche parola di spagnolo. E’ stata quindi coniata un’altra lingua vera e propria che chiamiamo spanglish (cioè un mix tra spanish e english). E ci capiamo alla perfezione.

La popolazione locale è sempre molto gentile e carina con noi “uomini bianchi”. Sanno che siamo qui per aiutarli. I bambini poi sono spassosissimi. Ti rincorrono tutti insieme per salutarti e ti danno la mano dicendo in continuazione “How are you, how are you….” Forse è l’unica frase di inglese che  conoscono. La maggior parte appartiene alla tribù Zande. Hanno un portamento molto elegante ed il colore della loro pelle è ancora più nera degli africani presenti in Europa che provengono principalmente dall’Africa Occidentale. In passato i primi colonialisti europei li avevano ribattezzati Gniam-Gniam, probabilmente perché praticavano il  cannibalismo…Bene, per ora è tutto. Vi terrò informati sulle ultime news dalla giungla”

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