Senza Frontiere

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Ciao ragazzi, voglio continuare a raccontare la storia di Beppe che avete conosciuto nel mio ultimo post….mi sta continuando a scrivere ed il suo messaggio va fatto conoscere e valorizzato…senza nessuna frontiera…buona lettura amici miei…
” Cari tutti,ecco altre news dalla giungla.Tanto per farvi venire un po’ di invidia inizio subito col dirvi che ….fa un caldo becco! Oggi 32 gradi. Pero’ c’e’ un’umidita’ incredibile per cui si suda tantissimo. Potete immaginare in sala operatoria, dopo ore di lavoro senza condizionatore, esci e sei disidratato. Altro che marathon des sables!In questi ultimissimi giorni c’è stata una recrudescenza di atti di violenza nella nostra zona. Proprio ieri sera c’è stata una sparatoria vicinissimo a casa nostra. Oggi ho dovuto operare una donna con un polpaccio mezzo aperto da una pallottola. Purtroppo viviamo segregati in casa o in ospedale. Per motivi di sicurezza. Per spostarci dobbiamo usare le nostre jeep (guidate da autisti locali, a noi “expat people” è vietato) che hanno la bandiera ed il logo di MSF su tutti i lati.  Le rare volte che dobbiamo muoverci dopo il tramonto è obbligatorio viaggiare con la luce dell’abitacolo accesa per far vedere dall’esterno che non siamo armati. Beh, se è per questo non abbiamo neppure i giubbotti anti-proiettile! Solo le nostre magliette con il logo di Medecins sans Frontieres. Quindi niente giratine. E mi dispiace non poter fare il mio allenamento di corsa giornaliero. Un po’ mi manca. Ma si rischia la pellaccia. Sicuramente avrò messo su qualche chilo. Anche perché mi sono portato dietro un bel barattolone di nutella. La più grande invenzione dell’uomo! E mi segue sempre, ovunque io vada. Al Polo Sud ne avevo 9 chili! Ovviamente l’ho condivisa con tutti gli altri ed è finita subito…. Temo tempi bui per la crisi di astinenza!Ho fatto amicizia con uno dei piccoli pazienti del reparto di chirurgia. Si chiama Francis, ha quattro anni ed è ricoverato per una frattura al femore. E’ stato investito da una moto. Purtroppo dovrà rimanere immobile a letto per diverse settimane con la gamba in trazione. La prima volta che mi ha visto mi avrà sicuramente odiato a morte: la trazione alla gamba era posizionata male ed ho dovuto spostarlo causandogli un po’ di dolore. I giorni seguenti ogni volta che mi vedeva da lontano si metteva a piangere. Ora invece mi sorride. Ieri gli ho portato delle caramelle ed anche dei giocattoli comperati prima della partenza dalla mia Mamma (che mi ha imposto di mettere in valigia!). Francis era contento matto.Oggi ho visitato un neonato affetto da tetano. Ha 15 giorni di vita. Aveva una voluminosa ernia ombelicale. E’ da quando è nato che ha febbre alta e quando è arrivato nel reparto di pediatria aveva tutti i muscoli contratti. Non potendo succhiare il latte dalla mamma abbiamo iniziato a nutrirlo con un sondino gastrico. Ora, a distanza di 10 giorni riesce a prendere la sua dose quotidiana di latte dal seno della mamma (ed è già un successo!) però la febbre continua ad essere alta nonostante gli antibiotici. E’ molto grave. Ho notato che i genitori non gli accarezzano mai la testa. Gli accarezzano sempre i piedi. Eva, l’ostetrica, mi ha spiegato che è una gestualità diffusa da queste parti. E’ un loro gesto d’amore per dire: ”Rimani attaccato con i piedi a questa terra, non lasciarti andare, combatti per rimanere vivo!”. Molto toccante.Vanessa, la psicologa del nostro team, mi ha raccontato un po’ del suo lavoro che sta portando avanti in ospedale. Segue le persone ricoverate che hanno subito violenze da parte dei guerriglieri. I pazienti sono principalmente donne, fuggite dai loro villaggi. Hanno perso tutto. Figli, marito, casa. Ed anche la loro dignità.Di solito vengono presi di mira i villaggi isolati nella giungla. I guerriglieri arrivano in piccoli gruppi di 10-15 persone e fanno uscire tutti dai loro tukul. Gli uomini da una parte,  le donne e i bambini da un’altra. Gli uomini vengono uccisi a sangue freddo a colpi di kalashnikov. Le donne barbaramente violentate. Una per una. A turno. Spesso vengono ridotte in schiavitù e portate via. I bambini invece vengono reclutati come giovani combattenti, convinti con la forza ed obbligati ad assumere droghe, trasformandoli così in piccoli tossicodipendenti. Racconti agghiaccianti. Le poche donne che riescono a scappare arrivano in ospedale in condizioni disperate. Sia dal punto di vista fisico (molte lacerazioni a livello genitale) che psicologico. E non è facile per Vanessa mettere un po’ di ordine nelle loro menti disastrate.Ieri sera grande festa in casa MSF. Ho preparato una bella pastasciutta con sugo “alla Norma” (anche se ho avuto qualche problemino a trovare il formaggio adatto….). Abbiamo aperto pure una bottiglia di chianti che sono riuscito a fare arrivare fin qui incolume. E’ stato un successo. Oci, il logista giapponese, era letteralmente impazzito: abbiamo dovuto strappargli il piatto dalle mani altrimenti si mangiava anche quello. Mi hanno già reclutato per organizzare un’altra cena a base di…. Topini al sugo! (per i non livornesi: gnocchi di patate). Li stupirò con effetti speciali! … Qualcuno mi ha scritto che, da buon livornese, invece di orsoBaloo sarei più vicino all’orso Gigiballa. Quindi…un bacio grande dall’orsogigiballa”

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