New York City Marathon

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Pronto ? pronto ? pronto ? Si si !! Ci sono non mi sono perso tra ciò che ci arriva sempre last minute. In effetti sono stato impelagato tra diverse cose che mi hanno distratto molto in questi ultimi mesi, qualcuno di voi che leggererà sicuramente penserà a qualcosa di malizioso…va bhe accetto perchè ci sono state anche quelle…ma non solo…

Prima di tutto l’inizio della scrittura del mio libro…e qui la curiosità galoppa, di che cosa parla? come si intitola? quando lo finirai? a che punto sei ? tutte domande che fortunatamente mi state facendo perchè mi sta dando priorità e soprattutto una gran voglia di scrivere ed andare fino in fondo. Stasera in mezzo a questo titolo che è molto importante ve lo butto là e vi faccio un intendere anche il titolo del libro…” SI …” no no meglio non andare avanti…l’attesa mi piace.

Come l’anno scorso non potevo divertirmi senza il mitico gruppo di runners che oramai vanno come le scheggie verso la prossima Maratona che stiamo preparando insieme il 27 Novembre 2011 Valencia….ma quest’anno ci sono delle novità molto interessanti che inquadrano perfettamente il cuore del mio post di oggi che ho inserito nella sezione storie, intitolato New York.

Il mio amico Karim oramai quando mi incontra aspetta sempre la notizia di qualche impresa impossibile e/o innovativa che ho in mente di fare e puntualmente quando gliela racconto…si arrabbia simpaticamente perchè dice che non ha ancora trovato una cosa che gli è passata tra la mente che non abbia fatto. Bhe caro Karim ecco una cosa che ho fatto: la NEW YORK CITY MARATHON, è stato nel lontano 2003 ma l’ormai prossima partenza che avverrà questa Domenica del 2011 non ha cambiato molto ciò che si prova a preparare una gara del genere con tutte le emozioni prima della partenza.

Sono molto fortunato perchè là tra qualche giorno ci saranno due ragazzi Pierpaolo e Silvia che mi hanno chiesto aiuto , mi hanno seguito ed ora sono pronti a partire. Per me rispondere alle loro domande e toccare con i loro silenzi e messaggi le emozioni che hanno provato nella preparazione è stato quasi come rivivere sensazioni lontane, ma che sono state l’inizio di tante altre soddisfazioni. Non posso che ringraziarli perchè stasera se ho messo da parte tutte le urgenze, che apparentemente sono sempre questione di vita di morte ma in realtà sono droghe pericolosissime se prese con costanza, lo devo a loro e d’un tratto ho ripreso a respirare, pensare, creare, muovermi e scrivere.

Ho ritrovato tra i CD archiviati nel mio comodino della camera il CD FOTO n.2 e all’interno ho trovato la cartella FOTO NEW YORK CITY MARATHON 2003 wow wow wow…quanta roba, ma aspetta che cosa è questo file word e leggete un po’ cosa il mitico Maurizio ha scritto della NY Marathon. Brividi Brividi Brividi che voglio far arrivare anche a voi. Ecco a voi le sue parole:

“Circa un anno fa, dopo aver concluso felicemente la Venicemarathon 2002, alcuni miei amici e colleghi di Technogym mi hanno proposto di seguirli nell’ iscrizione alla New York City Marathon 2003. Non ho esitato un attimo ad accettare perché New York è la Scala delle Maratone e a detta di tutti un’esperienza incredibile ed indimenticabile e quindi da fare preparandola nei migliori dei modi.

Nei mesi scorsi quindi, approfittando della pausa pranzo, mi sono allenato con lavori differenziati (ripetute e percorsi medio-lunghi) in compagnia di amici/colleghi (tra i quali preparatori atletici e medici sportivi) che con la loro esperienza mi hanno sostenuto e guidato ad affrontare quella che
normalmente era una sfida con me stesso, ma stavolta assumeva un significato maggiore.

Finalmente è arrivato il 30 Ottobre e sono così partito per la Grande Mela, curioso della prima esperienza oltre oceano ma anche impaurito per l’impatto con una metropoli distante anni luce dal mio vivere quotidiano (e la reazione al fuso orario …). Beh, oggi posso dire che ogni timore si è dissolto nel nulla, anche perché si è creato immediatamente un clima di entusiasmo nel gruppo che ci ha permesso di vivere serenamente i giorni precedenti il grande evento (molto toccante e meditativa è stata la visita a Ground Zero).

Il giorno della Maratona (2 Novembre), allo sparo del cannone, il Verrazzano Bridge brulicava di persone (circa 35.000) distribuite sui due piani del ponte ed anche se gli “esperti” mi avevano preavvertito di non farmi prendere dall’entusiasmo, ho cominciato subito forte (poco più dei 14 Km/h). Senti una carica incredibile quando migliaia di persone ti urlano “Go, Go, Go ….”, i bambini di ogni colore e razza che ti spalancano gli occhi e sorridono se dai loro un “cinque” o se prendi da loro un foglio di scottex per asciugarti il sudore.

E’ una corsa di una bellezza unica, non la puoi paragonare a nessun’altra: penso a certi passaggi, quando per esempio, al quindicesimo miglio, entri per la prima volta a Manhattan e, attraversando il Queensboro Bridge (lungo circa 1 miglio di cui la metà di salita …), vedi i grattacieli che ti vengono incontro, senti davvero di essere avvolto da una città unica al mondo … e ti ci perdi. L’avvio di gara veloce ora si fa sentire e si paga tutto, così mi è venuto in mente il sano consiglio di un esperto, e mi sono affidato ad un “pensiero positivo” che mi ha permesso di concentrarmi sulle energie rimaste per non far prevalere la stanchezza e la resa: in quel momento mi è venuto spontaneo pensare ai miei figli e a mia moglie e devo dire che ha avuto il suo effetto positivo, ho sentito una forza dentro che è difficile spiegare.

Ventesimo miglio: superi il Willis Avenue Bridge e ti infili nel Bronx, lo percorri per un miglio, le persone ti entrano nella pelle; la gente ti dà la carica, è un fiume di gente che non ti abbandona mai.
Eppure è ancora lunga, sembra di non arrivare mai, diventa durissima soprattutto per quelli, come me, che non si erano risparmiati fino a quel momento: vedi persone colpite da crampi, altri che camminano o che si trascinano e, se hai ancora un po’ di energia, è facile superare quelli più “in crisi” di te.

Con gli ultimi 5 miglia si arriva al gran finale di Central Park, un tratto leggermente in salita che non finisce mai ma dove la gente non ti abbandona e ti incita a continuare, ti urla: “Three miles to Finish … Go! Go!”. Impossibile fermarsi, bisogna per forza resistere e finalmente arrivano gli ultimi metri nei quali provi una gioia pazzesca, l’ultimo pensiero è quello di alzare le mani e la testa per la memorabile foto sotto il traguardo (per la cronaca ho concluso i 42,195 km con il tempo di 3h e 14m alla media circa di 13,4 Km/h).

Poi ho baciato chiunque mi venisse incontro: i volontari dell’organizzazione (meglio comunque le volontarie …) sono stati eccezionali, mi hanno accolto con tanto affetto e rinfrancanti sorrisi dicendomi: “Congratulation! Well done! Good Work”. In albergo poi, dopo una doccia rigenerante, i giudizi nel gruppo erano unanimi: “Comunque la spieghi, chi non l’ha vissuta, non capirà mai la straordinaria esperienza che è la New York City Marathon !”. Con queste poche righe, mi auguro di avervela comunque trasmessa almeno in parte e magari la prossima volta farla insieme (… mio figlio dice che ci sarà
sicuramente)”

Avete letto che parole…ma soprattutto avete notato le foto che ho scelto: ve le racconto, di solito non lo faccio mai, ma questa è un’occazione speciale anche se forse mi dilungherò un po’. Ingradite la foto ” We are what we believe” che vi da il senso di come parole di circa 8 anni fa sono ancora molto attuali. Focalizzate bene cosa c’è dietro la croce che non è voluta ma il caso l’ha mantenuta in vita. Divertitevi come nel 2003 i miei amici ed io eravamo…sempre pieni di voglia di correre.

Aggiungo la frase di un libro che sto leggendo che vi consiglio “La Biologia delle Credenze” di Bruce Lipton. Un biologo che ha sfidato tutti nell’interpretare le teorie contemporanee. Vi faccio il bignami del bignami con questa sua frase: “I geni non controllano la nostra biologia, è invece l’ambiente a influenzare il comportamento delle cellule” pensateci un attimo, l’ultimo sforzo, rileggetela, ripensate a quello che ha scritto Maurizio e poi provate a contraddirlo se sparando a palla “You shook me all night long” degli AC/DC riuscite a stare fermi e indipendentemente da tutto e tutti non avete voglia di avere voglia di avere voglia di muovervi e … credetemi vi sentirete senza ombra di dubbio più forti !

Ciao
Ricky

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