Martina Dogana: I’M IN

nessun commento

 

I’M IN arriva alla settimana pre-gara con un’ atleta di riferimento della triplice in Italia, una di quelle che vanno forte e Total training non poteva lasciarsela scappare, ospite a Cervia, grande atleta ed amica, Martina Dogana ci racconta un po’ di Ironman, un po’ di lei ed un po’ di tutto questo movimento in fermento nella nostra Italia…

L’ IRONMAN in Italia è uno splendido regalo: finalmente, dopo tanti anni a girovagare in lungo e in largo, un IRONMAN “in casa” …che spettacolo! La Romagna è garanzia di ospitalità ed eventi molto ben organizzati, quindi non ho dubbi che anche questo evento sarà un successo! mi aspetto tanto tifo, non solo dagli “addetti ai lavori”, ma anche dai turisti che il 23 settembre saranno ancora a Cervia per prolungare l’estate.mi aspetto tanto tifo: ne avremo davvero bisogno tutti, dal primo all’ultimo Finisher. Sono venuta con i miei compagni di squadra iscritti a questa gara a inizio agosto a provare il percorso bike e farmi un’idea di quello che ci aspetterà. Sicuramente è un percorso da non sottovalutare, specialmente se ci sarà tanto vento quanto quello che abbiamo trovato noi quel giorno. è un percorso filante, la salita di Bertinoro non farà la differenza perché è corta, ma bisognerà essere bravi a dosare le energie, soprattutto nei lunghi rettilinei e preservare qualcosa per la maratona finale.

Negli ultimi anni il Triathlon è in forte crescita, anche da noi, anche se fa ancora fatica a ritagliarsi un ampio spazio in quanto tante persone sono convinte che il nostro sport sia solo ed esclusivamente IRONMAN, quindi distanze estreme, e ne sono spaventate. Invece il triathlon è anche promozionale, e ci sono distanze accessibili a tutti, come l’olimpico 51.50 indipendentemente si vivono emozioni forti, il triathlon è una sfida con gli altri, ma soprattutto con se stessi.

 

Il triathlon è diventato uno stile di vita, più che un lavoro. Ogni giorno è diverso, a volte più faticoso del precedente, ma quasi sempre ogni sforzo viene ripagato dai risultati. In tutti questi anni credo di aver accumulato un buon bagaglio di esperienza per gestire le tante situazioni che possono presentarsi durante una gara lunga. Certo, alcuni allenamenti sono mirati a visualizzare quello che potrà succedere in gara o alla ricerca delle sensazioni che si provano sotto massimo sforzo. Però ogni giorno e ogni gara è una storia a sé e bisogna essere in grado di gestirla al meglio. Sicuramente non ho la certezza economica di un lavoro fisso con uno stipendio a fine mese, ma è una scelta che ho fatto e rifarei ancora, è difficile descrivere il perché, ma mi rende felice e sono sempre più consapevole che fare quello che piace è una fortuna riservata a pochi. La testa purtroppo è sempre meno leggera perché invecchiando aumentano anche i pensieri 😉

Mi sento una PRO ma con riserva. Mi spiego: l’esplosione degli sport di endurance credo sia un fattore molto positivo: la gente si muove di più, sta più attenta anche all’alimentazione e di conseguenza aumenta il benessere psicofisico. Il problema è quando si supera il limite e lo sport da hobby diventa una malattia. L’AgeGroup medio fa milioni di kilometri a medie spaventose in allenamento per sfidare gli amici e così si sfinisce. Il PRO invece ha ben chiaro quali siano gli allenamenti da tirare e quali quelli facili e soprattutto sa ricavarsi i giusti spazi di riposo e di recupero tra un allenamento e l’altro. Per questo il PRO si allena la maggiorate del tempo piano e le medie “mostruose” le fa in gara! Ci sono persone, soprattutto quelle che iniziano a praticare sport dopo i 40 anni, che perdono il controllo. Probabilmente diventano dipendenti dalle endorfine prodotte durante gli allenamenti e ne vogliono sempre di più, non accorgendosi di superare il limite e purtroppo finiscono per infortunarsi o esaurirsi.

Fare l’ ”atleta” non significa solo allenarsi, ma anche nutrirsi in maniera corretta, riposare e rigenerarsi. A volte, come per tutti, è difficile incastrare tutti gli impegni, soprattutto quelli famigliari considerando che noi “lavoriamo” nei weekend quando le persone normalmente riposano o si dedicano ai propri passatempo. A casa del mio compagno, per esempio, mi rimproverano perché sono sempre in giro ed è difficile trovarmi per una sana mangiata in famiglia! Negli ultimi tempi mi sono accorta che forse dieci anni fa avevo più “cattiveria”, mentre ora tendo a gestirmi, però forse così spreco meno energie e le concentro meglio sulla gara. Sicuramente la chiave è la conoscenza di se stessi, del proprio fisico e delle proprie risorse mentali, questione di allenamento e adattamento.

 

CONTATTI SOCIAL NETWORK:

ISTAGRAM @martysdog

FACEBOOK https://www.facebook.com/martinadogana/

TWITTER: @dogana_martina

PHOTO CREDIT: Dani Fiori

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.