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Processo alla tappa – IM 70.3 Astana

Mattia Ceccarelli

Eccomi di nuovo qua a raccontarvi un’altra gara!

Questa volta me la sono presa comoda e sono voluto andare “dietro a casa”, in Kazakistan. Più precisamente ad Astana, o meglio Nur-Sultan, com’è stata rinominata la città da fine marzo per decreto presidenziale! Ho scelto questa gara per diversi motivi:

  • Il primo, senza nascondersi dietro un dito o fare gli ipocriti, era un montepremi molto interessante;
  • Il secondo, perché volevo mettermi alla prova con una gara fuori dalla mia zona abituale, obbligandomi a fare un viaggio lungo e al cambio di fuso (4 ore), perché volevo capire come sarebbe stato uscire da quella che va tanto di moda e definita come “zona di comfort”!

Veniamo alla gara; evento organizzato molto bene, con qualche piccola cosa da migliorare, ma di sicuro qua non mancano i mezzi. Il nuoto si svolgeva nel fiume che attraversa la città, non certo un’ acqua cristallina, ma nonostante fosse appunto un fiume, la corrente era pressoché assente. Il campo partenti era di ottimo livello, eravamo pochi PRO, ma molto buoni!

Cerco subito di fare selezione senza però far troppa fatica e usciamo dall’acqua in 3: io, il portoghese Azevedo e il tedesco Frommhold. Il mio obiettivo era stare col tedesco in bici, sapevo che era una locomotiva, ma vedendo le sue ultime gare sapevo anche che spesso pagava dazio nella corsa.

La frazione bike era quasi completamente piatta, asfalto che sembrava un biliardo e tanto, tantissimo vento. Ne è venuta fuori una bici assurda, mai fatto così tanta fatica in certi momenti, quando Frommohld si metteva a fare le sue trenate non avevo più nemmeno la forza per imprecare, ma al contrario di Azevedo che si poi staccato al 40° km, il mio piano gara prevedeva di non mollare, ne sono venuti fuori 90 km a quasi i 45 km/h di media!!

Mattia Ceccarelli 70.3

Purtroppo però questa bici così spinta mi ha fatto letteralmente finire la benzina, mentre il tedesco questa volta non era per niente in riserva.

Ho provato a stare con lui, ma dopo i primi 2 km a 3’25” l’ho salutato! Una partenza così forzata è stata sicuramente un errore, perché mi ha portato a finire anche le ultime briciole di glicogeno che avevo ancora nei muscoli, e la mezza maratona finale si è trasformata in una lenta agonia che mi ha fatto perdere la seconda piazza, ma almeno salvare il podio!

Da questa gara ho sicuramente imparato che nelle gambe una bici ad alto livello ce l’ho, ma devo imparare ad usare più la testa e a gestirmi nella corsa per non fare il passo più lungo della gamba!

La strada è in salita, ma è quella giusta!!


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