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Il peso delle aspettative

Mattia Ceccarelli

Ormai ci siamo, al grande evento made in Italy che tutti gli appassionati di triathlon aspettano con ansia. Il 21 settembre prenderà vita la terza edizione di Ironman Emilia Romagna a Cervia.

Per chi come me poi abita a 30 km da lì non può non essere LA gara dell’anno.

Quest’anno poi va detto, ci arrivo dopo quella che forse è la mia migliore stagione in carriera, forse da qui nasce la voglia di strafare e di ambire al risultato ad ogni costo.

Già da queste premesse si capisce che il rischio è quello di trovarsi con una lama a doppio taglio: da una parte la motivazione che è parte fondamentale di ogni sport, dall’altro il peso dell’aspettativa che in primis noi, e di seguito tutti gli altri, ci portiamo sulle spalle.

Questo innesca un circolo vizioso pericoloso; si cerca ad ogni costo la condizione migliore, di allenarsi sempre un po’ di più e sempre un po’ più forte , dimenticandosi che se fino a quel punto si erano raccolti dei risultati, era stato grazie in particolar modo alla capacità di gestirsi fisicamente e mentalmente, trovando valvole di sfogo “esterne”.

Quando ci si focalizza troppo poi i casi sono 2: o si è dei fenomeni che riescono a farsi scivolare addosso tutto, o si è umani e si viene piano piano schiacciati da una pressione che in realtà ci facciamo da soli.

In questo secondo caso nascono le finte ostentazioni di sicurezza in pubblico e anche un po’ di spavalderia, per celare il fatto che in realtà ce la facciamo sotto.

Ma come mi ha detto uno dei miei allenatori Simone Diamantini: a noi stessi possiamo mentire, ma al nostro corpo no.

E infatti lentamente il nostro  fisico si ribella, arrivano i piccoli acciacchi che non si presentavano da anni, che poi si trasformano in infortuni veri e propri, ci ammaliamo e facciamo “cazzate” come cadere in bici.

In poche parole rischiamo di buttare via tutto il buono fatto, forse inconsciamente anche quasi per boicottarci per paura di “fallire”

Di sicuro una cosa l’ho imparata da questo avvicinamento travagliato ad Ironman Cervia: noi stessi siamo i primi avversari da battere e i più critici verso noi stessi.

Non arriveremo mai in forma perfetta, ci sarà sempre qualcosa che avremmo potuto fare meglio durante gli allenamenti, ma il modo migliore per arrivare ad una gara è riassumibile in 2 semplici parole: “no stress”.

E’ una gara come le altre, non sarà qualche “sega mentale” in più a farci andare più forte, anzi!


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