Vediamo un po’ se avete già capito dove voglio arrivare, ma attenzione non è così facile, al contrario delle gare di corsa o bici o triathlon o desertiche che ho fatto quà il curriculum sportivo conta, e come se conta, altrimenti sei fuori, niente iscrizione. Ecco perchè l’Ultrabericus, prima edizione in assoluto, per arrivare ad altri obiettivi…che mi dispiace non vi racconterò ora. L’inizio di questa sfida mi è piaciuto molto , come al solito non mi sono regolato perchè partire per una gara del genere con 150 max 200 km nelle gambe in 2 mesi è da pazzi…bhe questo non vi meraviglia lo so…il bello è che ho fatto una preparazione di questo tipo volontariamente…come ho detto ad alcuni dei miei amici che mi fanno compagnia nelle scorribande …ho fatto una preparazione mentale, volevo capire come la convinzione e la non paura di non arrivare potesse influire su un’avventura completamente nuova.
Risultato: cavolo non pensavo di divertirmi e soffrire così tanto. Vi racconto un po’ di perle: l’Ultrabericus si svolge intorno i Monti Iberici (Vicenza) cioè li copre tutti su e giù con i suoi 65km e 2500m di dislivello, lungo il percorso ci sono 5 punti di ristoro che fungono più che altro da check in point e “cancello”, che vuol dire che chi non arriva entro un determinato tempo al cancello è fuori.
Io con il mio tutor, eh si ragazzi ci vuole sempre un tutor quando si inizia, ed io ne ho uno molto molto motivato che aveva parecchi sassolini nelle scarpe da togliersi. Mitico Marco….ci siamo organizzati al meglio. Parteza ore 10.00 ma io e Marco eravano già sulla linea di partenza alle 8.30 con il materiale obbligatorio prima degli organizzatori…
– borraccia o altro contenitore con 0,5 litri d’acqua,
– lampada frontale funzionante
– telo termico di sopravvivenza,
– fischietto,
– giacca antivento,
– borraccia
Mi sono visto tutti e 300 partecipanti arrivare in piazza ed ho fatto tutte le foto…eravamo talmente carichi e vogliosi di partire che dopo la partenza mi ci sono voluti almeno 25 minuti per capire dove ero…e la sveglia è stata….il rischio di uno bello scivolone già alla prima discesa…in mezzo al fango. Mi sono goduto la natura di brutto tanto è che verso il 30km mi son detto…cavoli sto benissimo…mi controllo fino al 45km e poi gli ultimi 20km voglio aumentare un po’ perchè non voglio arrivare con la notte….altra sveglia!!! Salita di un numero di km illimitati…e mi consolava solo il bip del Garmin di Marco ad ogni km…sono arrivato al punto di ristoro che mi sembrava un tempio tibetano …ero sicuro… ero arrivato in Tibet….ma la sveglia non era stata efficacie…perchè nella discesa mi sono permesso di non guardare mai indietro…e fare pure il funambolo per 6-7km tra roccie, sentieri stretti, alberi e qualche svarione di equilibrio ripreso last minute per non farmela tutta a rotoli. Quando ha iniziato a piovere mi sono svegliato…eccome…perchè il fango ad ogni passo tratteneva la scarpa al terreno…ed ad ogni passo c’erano tre rischi…scivolare, farsi male, e la mia anca che urlava basta….altra chicca a circa 10 km dall’arrivo …io chiedo a Marco…ehi che ne dici se mettiamo la frontale (lampada) e lui mi dice…no ce la facciamo senza…dopo 10 metri …cartello di gara…deviazione…bosco, pioggia, buio, fango, …salita salita salita….Finale…scalinata della Villa Margherita a Vicenza in discesa…perdonatemi non ho contato gli scalini ma fidatevi li ho santificati tutti….Arrivo…eravamo bellissimi, bagnatissimi, infangatissimi, devastatissimi ma felicissimi !!
Eh si amici miei gli unici limiti sono quelli che noi ci creiamo ed è possibile ogni cosa basta usare la mente…benvenuti alla mia prima Ultratrail. Grazie.
Marini Riccardo
227 numero di pettorale
9:58:30 Tempo Totale
9′ 12″ Tempo media al Km
6,516 Velocità km/h
4h 18′ 15″ Distacco dal primo
28,047 Km di distacco dal primo
179 classificato su 280 arrivati
