
Termal Bologna Marathon 2027: iscrizioni aperte, Bologna torna a correre
Maggio 27, 2026Ci sono momenti che nessuno programma.
Momenti in cui una persona della quale ti fidavi prende una strada diversa dalla tua. Momenti in cui un progetto nel quale hai investito tempo, energie, competenze e passione non produce il risultato che immaginavi. Momenti in cui scopri che alcune persone erano interessate più a ciò che potevano ottenere da te che al valore della relazione costruita nel tempo.
Succede nello sport. Succede nel lavoro. Succede nella vita.
E ogni volta la sensazione è molto simile: ti ritrovi improvvisamente davanti a qualcosa che non avevi previsto e che, per quanto tu possa essere preparato, mette alla prova le tue convinzioni, le tue aspettative e la tua capacità di continuare ad andare avanti.
Negli anni, attraverso il trail running e le gare di endurance, ho imparato una lezione che continua ad accompagnarmi ben oltre il contesto sportivo.
Quando affronti una lunga salita, una notte difficile, una crisi fisica o mentale durante un ultra trail, la soluzione raramente si trova guardando troppo lontano.
Anzi, spesso accade il contrario.
Più inizi a pensare a quanti chilometri mancano, a quanto sarà impegnativa la parte successiva del percorso o a tutto quello che potrebbe andare storto, più rischi di consumare energie preziose che ti serviranno proprio per affrontare ciò che hai davanti.
È in quei momenti che emerge una delle competenze più importanti che lo sport endurance può insegnare.
Concentrarsi sul prossimo passo.
Non sul traguardo. Non sui problemi che potrebbero arrivare. Non sulle risposte che ancora non hai. Solo sul prossimo passo.
Può sembrare una semplificazione eccessiva, ma nella mia esperienza è esattamente il contrario.
Il prossimo passo è l’unica cosa sulla quale puoi realmente agire.
Non puoi modificare ciò che è già accaduto. Non puoi controllare completamente ciò che accadrà.
Puoi però decidere come muoverti adesso. Con lucidità. Con responsabilità. Con presenza. Con il tempo ho capito che molte persone non rimangono bloccate a causa delle difficoltà che incontrano, ma perché continuano a vivere contemporaneamente nel passato e nel futuro.
Nel passato per cercare spiegazioni. Nel futuro per cercare garanzie. Eppure la crescita avviene sempre e soltanto nel presente.
Nello sport, come nella vita professionale e personale, non sempre otteniamo ciò che desideriamo. Non sempre le persone si comportano come speriamo. Non sempre i progetti seguono il percorso che avevamo immaginato.
Tuttavia ogni esperienza, anche la più difficile, ci lascia una possibilità. Possiamo fermarci. Oppure possiamo fare il prossimo passo.
Non con rabbia. Non per dimostrare qualcosa a qualcuno. Non per cercare rivincite.
Ma per rispetto verso noi stessi, verso il percorso che abbiamo costruito e verso le persone che continuano a credere in noi.
Questa è una lezione che continuo ad imparare ogni volta che metto un pettorale, ogni volta che accompagno una persona verso la propria impresa sportiva e ogni volta che la vita presenta una salita che non avevo previsto.
Per questo oggi penso che la risposta ai nostri mostri non sia diventare più duri, più freddi o più distaccati.
La risposta è continuare a camminare. Con pazienza. Con coraggio. Con umiltà.
E con la consapevolezza che spesso le trasformazioni più importanti non avvengono in un singolo momento straordinario, ma nella scelta quotidiana di fare un altro passo.
E poi un altro. E poi un altro ancora. Perché molto spesso la risposta che stiamo cercando non si trova davanti a noi.
Si trova nel percorso che decidiamo di continuare a percorrere.




