Come preparare un ultra trail: costruire il percorso prima della gara

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Come si costruisce un ultra trail prima della gara

Come si costruisce davvero un ultra trail?

Quando si pensa a un ultra trail, è naturale concentrare l’attenzione sul giorno della gara. È il momento più visibile di tutta la preparazione: la partenza, la fatica, i ristori, i passaggi in quota, il traguardo oppure, qualche volta, un ritiro.

In realtà, chi frequenta questo mondo sa bene che una gara di lunga distanza è influenzata da moltissimi fattori. Le condizioni meteorologiche possono cambiare improvvisamente, possono verificarsi piccoli o grandi problemi fisici, errori nella gestione dell’alimentazione, inconvenienti imprevisti o semplicemente giornate nelle quali il corpo non riesce a esprimersi come previsto.

Proprio perché esistono così tante variabili che non possiamo controllare, nel corso degli anni ho imparato a concentrare l’attenzione sull’aspetto che invece possiamo costruire con metodo: la preparazione che precede la gara.


Una buona preparazione non elimina gli imprevisti

Chi affronta un ultra trail sa che una parte di incertezza accompagnerà sempre la gara. Ed è anche questo uno degli aspetti che rende queste esperienze così affascinanti. Pensare di poter eliminare completamente l’imprevisto sarebbe poco realistico.

Possiamo però arrivare alla partenza con una preparazione costruita nel modo migliore possibile, riducendo gli errori evitabili e aumentando la nostra capacità di adattarci a ciò che accadrà lungo il percorso.

Per questo motivo mi capita spesso di dire che un ultra trail comincia molto prima dello sparo di partenza.

Non perché il risultato sia già scritto, ma perché il lavoro svolto nei mesi precedenti rappresenta la parte più importante di tutto il progetto.


Ogni settimana contribuisce a costruire la gara

Preparare un ultra trail significa prendere decine, a volte centinaia, di decisioni che, considerate singolarmente, possono sembrare poco rilevanti.

La distribuzione dei carichi di lavoro, la progressione dell’allenamento, la gestione del recupero, l’alimentazione, il sonno, la capacità di ascoltare il proprio corpo e, quando necessario, modificare il programma senza viverlo come un fallimento.

Nessuna di queste decisioni determina da sola il risultato finale.

Osservate nel loro insieme, però, rappresentano il percorso che porterà un atleta ad affrontare la gara con maggiore solidità, maggiore consapevolezza e una migliore capacità di adattamento.

È questo il motivo per cui, nel mio lavoro, preferisco parlare di costruzione del percorso piuttosto che di semplice allenamento.


Allenarsi e preparare un’impresa non sono la stessa cosa

Allenarsi significa eseguire un programma. Preparare un’impresa sportiva significa fare qualcosa di più.

Significa costruire un progetto che tenga conto non solo dei chilometri percorsi, ma anche della persona che dovrà affrontare quella sfida.

Ogni atleta risponde agli stimoli in modo diverso, recupera con tempi differenti e vive gli imprevisti con una propria sensibilità.

Per questo motivo una buona preparazione non può limitarsi a seguire una tabella.

Deve essere capace di adattarsi lungo il percorso, rispettando i tempi necessari affinché il corpo assimili il lavoro svolto e continui a evolvere senza perdere equilibrio.


La gara è solo l’ultima parte del percorso

Il giorno della gara rimarrà sempre una giornata particolare. Ci saranno variabili che non potremo controllare e situazioni che richiederanno capacità di adattamento.

Ma quando la preparazione è stata costruita con metodo, il punto non è avere la certezza del risultato.

Il punto è presentarsi sulla linea di partenza sapendo di aver fatto tutto ciò che era ragionevolmente possibile nei mesi precedenti.

Ed è proprio questa consapevolezza che, nella mia esperienza, permette di affrontare una grande sfida con maggiore lucidità, serenità e fiducia nel lavoro svolto.


Costruire prima, per affrontare meglio

Dopo oltre trent’anni trascorsi nel mondo dello sport endurance continuo a credere che le imprese sportive non nascano da un singolo allenamento riuscito particolarmente bene.

Nascono dalla qualità delle decisioni prese settimana dopo settimana, dalla capacità di adattarsi quando serve e dalla pazienza di rispettare i tempi necessari affinché il corpo possa consolidare il lavoro svolto.

Per questo motivo continuo a preferire una parola a tutte le altre. Costruire.

Perché è proprio nella costruzione del percorso che, molto spesso, si pongono le basi delle soddisfazioni che arriveranno il giorno della gara.


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